Passione Bridge

Cartoline mondiali da Herning

Cartoline mondiali da Herning

A distanza di solo un anno (e un paio di mesi), la carovana del bridge tornerà a breve nella pacifica cittadina danese di Herning, ma questa volta – e da qui il titolo – non più per un campionato europeo, bensì per la manifestazione regina del calendario internazionale, la Bermuda Bowl, ovvero il campionato del mondo per squadre nazionali.

 

Sarà la quarta edizione, dopo Wu Han 2019, Salsomaggiore 2022 e Marrakesh 2023 a prevedere quattro categorie e 24 squadre per categoria, dato che fino a Lione 2017 mancava il misto, e le formazioni in ogni gruppo erano 22.

 

Si giocherà quindi per il titolo Misto (Wu Han Cup), quello Senior (D’Orsi Bowl), quello Donne (Venice Cup) e infine per quello Open, il più antico, del quale si celebrano quest’anno i 75 anni dalla creazione e che da il nome all’intero evento: la Bermuda Bowl. Purtroppo per la prima volta l’anniversario non si giocherà nell’isola di Bermuda, essendo stato impossibile trovare un luogo idoneo ad un prezzo ragionevole. Tra le tre edizioni celebrative, la più nota rimane quella epica del 1975, quando l’Italia vinse una storica battaglia contro gli USA dopo una incredibile rimonta. Due episodi divennero poi immortali: lo scandalo che coinvolse i nostri Facchini e Zucchelli, e il famoso grande slam a fiori di Belladonna-Garozzo, forse la mano che ha fatto versare più inchiostro nella storia del bridge.

 

Come non sempre accade, l’Italia porta qui una squadra in ciascuna categoria, dopo la bella prova dell’anno precedente proprio nello stesso luogo, capace come è stata di raggiungere la qualificazione in tutti e quattro i casi. Le formazioni Open e Signore sono le stesse dell’anno scorso – a parte il capitano – ma non così Senior e Misto, profondamente rimaneggiata la prima, e con una coppia diversa la seconda.

 

La squadra Open viene dal bronzo mondiale di Marrakesh, un altro bronzo l’Europeo scorso, e l’argento olimpico, ed è legittimo, nel loro caso, aspettarsi almeno una conferma di quei livelli, ovviamente sempre molto difficile, data la concorrenza. Oltre alla Svizzera, campione delle ultime due edizioni, ci sarà da vedersela con Norvegia, USA 1 e 2, Israele e Svezia per le posizioni di pregio, mentre in lotta per arrivare ai KO bisogna aggiungere Cina, Corea, Francia, Inghilterra e Argentina. Difficile che si vada oltre questo perimetro, ma dovesse accadere, India, Australia e Nuova Zelanda sono le possibili outsider.

 

Le signore hanno un campo di gara meno decifrabile, ma nell’ambito delle rivali storiche possiamo notare che la Svezia non ha nessuna delle campionissime, mentre l’Olanda presenta due delle più titolate di sempre, Wizke van Zwool e Martine Verbeek.

 

Considerato che USA 1 non sembra poi così temibile, le avversarie più dure sembrano USA 2, Turchia, Francia, Norvegia, Polonia, Cina, Olanda e Inghilterra. Se avete fatto il conto si tratta di otte formazioni: bisogna cacciarne fuori una per arrivare al paradiso.

 

I vecchietti – da quest’anno miei colleghi, anche se gli anni non li ho ancora compiuti – sono un rebus tutto da comporre, visto che torna la coppia Mina-Pulga, regina delle ultime prestazioni brillanti, e che le altre due sono composte da un campionissimo, Giorgio Duboin, in coppia con Giuseppe Failla, e da Massimo Lanzarotti che gioca con Tony Mortarotti. Affiatamento e tenuta andranno verificati. Entrambe le americane sembrano fuori portata, o comunque molto forti, e dure da battere saranno anche Polonia e Olanda, e difficili, naturalmente, i campioni in carica danesi, e poi sempre i pericolosi indiani, mentre per il resto non c’è poi molta qualità. Dovendo scegliere, non vedo male l’Argentina, e forse Australia e Nuova Zelanda.

 

Infine il misto, che manca, purtroppo, di Irene Baroni, una pedina in passato fondamentale. La coppia Baroni-Gandoglia è stata sostituita da Federica Dalpozzo e Federico Porta, individualmente molto esperti a livello giovanile ma alla prima apparizione in ambito “open”. Le loro possibilità sono quindi, necessariamente, un punto interrogativo, che spero troverà una risposta positiva. Qui svetta la Polonia, e molto buona è la Francia insieme ad entrambe le formazioni USA, poi Svezia, Serbia, Giappone e Cina per concludere il lotto delle mie preferite.

 

Mange tak for din opmærksomhed (mille grazie per l’attenzione)

 

Maurizio Di Sacco

 

 

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