Herning, la linda cittadina che ci ospita, si trova nello Jutland, quel dito frastagliato che si estende nel mare ad est del paese, fino quasi a lambire le coste svedesi occidentali.
Mi dicono – io purtroppo non posso mai fare del turismo quando sono fuori per lavoro – che la zona sia di grande ed aspra bellezza, rinomata per il bird-watching soprattutto in riva al mare, per i paesaggi ben più movimentati del resto della Danimarca, piattissima, e per i numerosi, romantici paesini che si incontrano lungo le coste, ciascuno con il suo faro (andare in giro per fari, e non di rado dormirci, è un’altra attività gradita dai turisti).
Da quello che ho visto in fotografia, c’è molta somiglianza di scenari con la Bretagna, regione che amo molto fin da quando ci trascorsi una vacanza esattamente quaranta anni fa, vincendo persino un torneo di bridge a Rennes nel giorno del mio compleanno. Bisogna però dire che il cibo, pur non malvagio per gli standard nordici, non è certo della classe di quello francese.
Delle tante zone da visitare, una che non può mancare nell’agendo del visitatore è il Wadden National Park – una nota: andate a controllare quanta parte del territorio danese è definita come parco nazionale: anche quello è un dato che parla di attenzione all’ambiente come da poche parti nel mondo – dove a farla da padrone è l’umidità: si tratta di una zona dove i canali naturali, perfettamente bonificati da un paio di secoli, sono stati per il resto lasciati da sempre allo stato naturale, e rappresentano il rifugio di molte specie animali. L’unica presenza umana, molto saporita, è visibile nell’allevamento delle ostriche, anch’esso però condotto in totale sintonia con l’ambiente. Mi dicono che andare in giro con gli stivaloni e assaggiare dalle varie polle d’acqua dove gli squisiti molluschi sono allevati sia un’esperienza unica, che ho del resto sognato a lungo di fare in Francia, e che manca nella lista delle cose da fare nella vita che non ho ancora completato.
Nello stesso parco è possibile ammirare il fenomeno del “sole nero”, ovvero enormi stormi di uccelli che si levano in volo al tramonto rincorrendosi l’uno con l’altro, tanto che sembrano danzare. Personalmente, penso che sia uno spettacolo impagabile.
L’ultimo consiglio riguarda la visita alla cittadina di Ribe, la più antica della Danimarca con i suoi 1300 anni di storia, sede di uno stimato museo vichingo, e poco lontano c’è Esbjerg, dove sarete accolti da un gruppo scultoreo affascinante: l’uomo incontra il mare di Svend Wiig Hansen.