Passione Bridge

Cartoline mondiali da Herning – 8

27/08/2025

Il consueto, piccolo trafiletto di un quotidiano – che bello gironzolare tra un sito e l’altro piluccando notizie! – mi offre oggi lo spunto per un argomento in realtà di ampio respiro.

 

L’Aftonbladet, quotidiano svedese di grande tradizione (fondato, ho scoperto, nel 1860, ma non l’ho fatto oggi: lo incrociai anni fa mentre ero impegnato nel tradurre in inglese “Il Blue Team nella storia del bridge”, perché fonte di alcuni articoli usati da Perroux per raccontare la vittoria all’Europeo del 1956), nella sua versione inglese si occupa della percentuale di celiaci in Europa, facendo rilevare come la stessa salga progressivamente andando verso sud. Perché? Perché la tradizione fornaia di quaggiù – la Danimarca è la nazione con la percentuale più bassa, seguita proprio dalla Svezia – è quella che meno ha recepito il costante incremento dell’uso di farine più raffinate e con maggiore quantità di glutine, mentre scendendo verso il Mediterraneo si è andata imponendo l’idea (assai sciocca, a mio parere, e mi riferisco all’aspetto organolettico, e quindi gastronomico) che “bianco e polveroso” sia più bello e da signori, mentre bruno e grossolano sia per i pezzenti. Un razzismo anche nelle farine!

 

L’Italia ha avuto un ruolo non da poco in questa evoluzione verso il peggio, visto che fu proprio un italiano, il famoso Senatore Cappelli (al quale, per ironia della sorte, è intitolata una delle farine di grano antico – con poco glutine, quindi – più prestigiose e più gustose che ci siano), ad accorgersi che il grano con maggiore quantità di glutine permette colture più intensive, a maggior resa, e con migliore resistenza naturale nei confronti dei parassiti. Opera meritoria, voleva essere la sua, ma con effetti negativi sia sul palato che sulla salute della popolazione, visto che i nostri apparati digerenti non erano, e non sono ancora preparati a gestire tutto quel “W” (in panificazione e pasticceria, il parametro che indica la percentuale di glutine: più è alto, e più ce n’è; si va da W120 per le farine più deboli – e persino sotto i 100 per i grani antichi – fino a W500 per la Manitoba et similia). Al di là dell’aspetto salutistico, di recente anche da noi si sono riscoperte molte farine “di una volta”, accorgendosi finalmente che il pane bianco è poco saporito, e che quello più grezzo è assai più gustoso (per fortuna, cresciuto in Toscana, sono stato allevato a farina semi-integrale – oggi si direbbe di tipo 2 – e niente sale nel nostro stupendo pane tradizionale).

 

Qui si trovano sostanzialmente solo pani fatti con segale (la regina delle farine nordiche, molto usata anche in pasticceria: un crostino con miele o una delle composte acidine di quaggiù è impagabile) e altre farine scurissime: niente bolle (è il glutine a permettere l’alveolatura accentuata: la tensione – o incordatura – dell’impasto è tale da contenere all’interno dell’impasto i gas prodotti dalla lievitazione) o quasi, ma molto più sapore.

 

Vi lascio con una raccomandazione, specie per chi ha la passione della panificazione casalinga ed è munito di lievito madre: provate a fare il “Pane di Montalbano Elicona”: io ne ho sentito parlare da un amico siciliano e mi sono subito procurato la farina necessaria (semola di grano Maiorca), pronto a verificarne le qualità appena torno.

Ma veniamo al bridge, ed in particolare ai quarti di finale, la cui prima giornata è andata in onda ieri sugli schermi.

Visto che non abbiamo rappresentanti tra le signore, inizio dal settore dove rappresentano la metà dei partecipanti, ovvero il misto,
I nostri incrociavano le armi con USA 2, e se la sono cavata bene, approfittando al meglio dei turni con in campo lo sponsor. Hanno infatti vinto tre tempi su quattro, a +9 il primo e l’ultimo, e +24 nel secondo, ma hanno ceduto di 19 nel terzo, così che il totale è un incoraggiante 127-104.
La battaglia si preannuncia lunga e aspra, visto che mancano ancora 56 mani.

Altrove, la Romania ha tenuto botta molto bene a Giorgia Botta (non potevo esimermi dal giochino di parole!) e Co., finendo a +24, sul 125-101, ed anche in quel caso un ruolo importante lo ha giocato la presenza dello sponsor, capace di numerosi orrori nel primo tempo (7-46), Braccio di ferro, infine, negli incontri della parte bassa del tabellone, con la Danimarca avanti di un’incollatura sulla Cina (124-121) e la Polonia poco meglio su Hong Kong (92-80). In questi due match sponsor non ce ne sono, ed il braccio di ferro è stato costante, con distacchi minimi in ogni segmento.

Nell’Open i nostri sono partiti benino, vincendo i primi tre tempi anche se di misura (+1, +9, +9), ma gli avversari se li sono poi ripresi in un sol boccone prevalendo nella quarta frazione per 58-25 e andando così a dormire sul 145-131 (un bel po’ di IMP complessivi: il bel gioco si misura in ragione di 2 IMP per board, per squadra, e qui siamo bel oltre).
Accanto a noi, USA 1 sembrava dover dilagare contro i britannici, ma questi, una volta di più, hanno provato come la loro fama di indomabili non sia usurpata, e da -58 che si trovavano dopo due tempi, sono risaliti a -32, sul 105-137. Certo una posizione scomoda, ma tutt’altro che disperata.
In basso gran battaglia tra Svizzera e Svezia – 106-93 per i campioni in carica, e notate quanti IMP in meno siano volati – e tra Danimarca e USA 2, con i danesi avanti 156-136 (qui sono invece volati schiaffoni).
Veniamo ora alla Venice Cup, dove le olandesi stanno trovando un osso più duro del previsto nelle australiane, ma sono comunque avanti 139-106, e dal loro lato molto bene sta facendo la Francia contro la Turchia, visto che le transalpine sono a +12.

In basso la Danimarca è sorprendentemente davanti alla Cina, avendo ribaltato le più quotate avversarie nel terzo tempo (43-9) prima di aggiungere altri 3 IMP nel quarto, fissando il parziale sul 121-143. Poco da dire invece su Polonia-USA 2: le favorite baltiche hanno disposto agevolmente delle titolatissime, ma un pochino anzianotte avversarie (le quali devono anche sobbarcarsi una sponsor), e si trovano ora sul 133-67 a dispetto di un terzo tempo da -20).

Infine i senior, dove i due incontri delle squadre americane sono andati come previsto: quasi finiti entrambi, con USA 1 a +77 sull’Inghilterra e USA 2 avanti di 64 sull’Olanda. Anche qui ci sono degli sponsor, ma la qualità degli altri è impressionante. Diversa la scena in basso, con l’Austria capace, come avevo previsto, di tenere testa brillantemente alla Polonia, tanto da essere avanti 145-134, mentre la Francia, favorita sugli svedesi, è sì in vantaggio, ma solo grazie al +20 finale, che le ha permesso l’attuale +17, sul 154-137.


Buona giornata e buon divertimento.
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