Herning – lo raccontai l’anno scorso – è una città nata esattamente nel 1800 per rispondere all’esigenza di un agglomerato urbano di servizio all’agricoltura circostante, ma si sviluppò rapidamente in un centro dedito all’industria tessile, prima che la produzione di provenienza cinese facesse crollare il fatturato di quell’attività. Da allora si è riconvertita in luogo che ospita eventi come mostre, concerti, convegni e, soprattutto eventi sportivi, ma sfrutta anche la vicinanza con Billund, con la quale condivide l’aeroporto, ovvero con la sede di Legoland, uno dei parchi di divertimento più popolari al mondo con i suoi oltre tre milioni di visitatori all’anno.
E’ un parco con un tema ovvio: i celeberrimi mattoncini, che attirano qui famiglie con bambini da tutto il mondo. Quest’anno, però, c’è stata una crisi di affluenza, dovuta ad una ragione particolare: per un contrasto tra la gestione dell’aeroporto e la Ryanair, quest’ultima ha cancellato la tratta da e per la cittadina danese, da tutta Europa, così che venire qui è diventato carissimo. Per fare un esempio, l’anno scorso il mio volo era costato meno di duecento euro A/R, valigia in stiva inclusa (e quindi sotto i cento senza valigia), mentre quest’anno il prezzo è schizzato oltre i cinquecento usando KLM (l’alternativa, Lufthansa, è equivalente).
Legoland ha cercato di rimediare organizzando dei charter dedicati, ma anche il costo di quelli è ben più elevato del passato, così che i gruppi familiari hanno dovuto fare i loro conti e, in larga parte, rinunciare. Sic transit gloria mundi in un epoca dominata da questi aspetti commerciali, e senza compagnie di bandiera che sopperiscano, come una volta, alle esigenze promozionali e di spostamento dei loro territori di riferimento. Per me, un utilizzatore seriali di voli, la scomparsa di Alitalia è stata un disastro in termini di scomodità di movimento, e naturalmente ha comportato un serio aggravio dei costi per chi quei voli li paga.
La pandemia si è portata dietro, tra gli altri, questo problema diffuso: molte compagnie di bandiera hanno cancellato i loro voli così perdendo i loro slot, ma questi sono stati acquistati, con lungimiranza, dalle low cost, oramai moltiplicate a dismisura.