Oggi inizio con un gesto degno di applausi, che invito tutti a rivolgere a Barbara Dessì.
Correva l’ultima mano – la quattordici – del quinto tempo, il primo della giornata di ieri; una mano destinata, sembrava, alla parità, dato che l’intera sala aveva giocato manche in NS realizzandola facilmente. Gli italiani di aperta avevano attraversato una sessione negativa: stavano perdendo il tempo di 31 IMP ed il match di semifinale di 23, ovvero, c’erano tutte le condizioni di contorno per agire al contrario di come Barbara ha fatto, e questo la candida allo Sportmanship Award dell’anno. Ma cosa ha fatto? Dopo il passo alla sua destra e il suo, Nord ha aperto di 2F, forte e forzante, e Sud è passato! Cosa era successo? Sud, lo sponsor della squadra, si era distratto e aveva pensato che fosse stato Est ad aprire di 2F. Quando proprio lei ha fatto notare la stranezza, Sud si è risvegliato ed ha chiesto di cambiare licita, e se si fosse giocato con i bidding box Barbara avrebbe certamente permesso la sostituzione senza bisogno dell’arbitro, ma con i tablet non si può fare, e così è arrivato un direttore (quello che mi ha poi raccontato tutto).
Cosa dice il Codice? Dice, all’articolo 25 (A e B le lettere qui rilevanti) che all’unica condizione che il compagno non abbia a sua volta chiamato, è possibile cambiare senza penalità una chiamata effettuata involontariamente. Stiamo qui parlando di un cartellino estratto per errore, o, nel caso, di un misclick, ma qui il passo era stato utilizzato volontariamente, e dunque l’articolo da applicarsi era 25B, che vieta il cambio, e non 25A, che lo permette. Così ha recitato tristemente l’arbitro, ma Barbara, che aveva già manifestato quell’intenzione, ha chiesto di permettere il cambio, e di fronte ad un primo diniego del direttore di gara ha insistito!
Poteva l’arbitro accondiscendere alla richiesta? Sì e no, perché se l’Articolo 81C5 gliene da il potere (su richiesta esplicita del partito innocente, come nel caso), la giurisprudenza consolidata però glielo nega, perché quello che accade ad un tavolo influenza anche gli altri (e qui sarebbe proprio successo questo: l’Italia ha guadagnato 11 IMP senza i quali avrebbe perso di 1.3 IMP). Il caso di scuola nel quale potrebbe permetterlo è la finale di un torneo a KO, ma quando questo accadde, nella finale della Bermuda Bowl del 2003 tra Italia e USA, venne comunque negato sulla base che una competizione si deve giocare con le stesse regole in ogni fase (l’immenso Bob Hamman, uno dei giocatori più corretti di tutti i tempi, chiese di condonare una renonce di Versace, ininfluente). L’arbitro ha dunque consultato il Capo Arbitro, ma sapeva già la risposta: il gesto di Barbara non ha sortito effetto e l’incauto passo ha chiuso la licita, ma il gesto rimane ad onore di chi l’ha fatto. Tutti in piedi.
Che differenza con uno dei più famosi gesti anti-sportivi di ogni epoca, ovvero il piede di Connors che andò a cancellare il punto di impatto della pallina in una semifinale dello US Open. Shame on you, Jimmy.