Passione Bridge

Cartoline mondiali da Herning – 5

24/08/2025

Come preannunciato ieri, vi parlerò oggi dell’attenzione danese all’allevamento ecologicamente sostenibile, al contempo mirato alla salvaguardia del benessere degli animali, sebbene destinati al mercato alimentare.

 

Il progetto è strutturale nel paese, dato che oramai da decenni si è creata una filiera di produzione agricola che è funzionale all’allevamento, con vaste colture dedicate al foraggio, e una struttura economica della produzione che equilibra il profitto tra agricoltori e allevatori. Al contempo, per restituire alla popolazione quello che le viene sottratto in termini di sfruttamento dell’ambiente, la Danimarca è il primo paese europeo ad avere introdotto una tassa sull’inquinamento dal metano prodotto dagli allevamenti, in ragione di 120DK (circa 30€) per tonnellata.

 

Insomma, la Danimarca non solo è verdissima e pulita, ma ha tutta l’intenzione di rimanerlo e di assicurare benessere fisico ai suoi abitanti, e se è vero che si tratta di un territorio che è un settimo di quello italiano, e che la popolazione è più un meno un decimo – quindi una realtà meno complessa da affrontare – è però evidente come ci sia un maggiore senso di appartenenza ad una comunità che non da noi, una comunità dove la qualità della vita di tutti è più importante di quella dei singoli, ed i governi recepiscono questo sentimento.

 

Per un gastronomo, poi, non si può che apprezzare l’eccelso livello qualitativo raggiunto in questo modo, dato che i bovini danesi sono celebrati oramai sulle tavole più prestigiose, e per quello che ho assaggiato ieri, con piena ragione, anche se – così mi dicono – i suini sono ancora migliori. Mi riservo di assaggiare e riferire, e molto mi piacerebbe portarmi via un bel taglio e provare a realizzare un qualche salume, come ad esempio una pancetta, ma non è questa la stagione giusta.

E’ però ora di posare la forchetta e impugnare le carte, ovvero di passare al bridge, ed in particolare alla competizione femminile.

Le nostre muliebri rappresentanti hanno concluso con un totale di 43.12 VP, ovvero non male, dato che erano attese, tra le altre, da Norvegia e Francia.
Hanno subito, nelle due circostanze, sconfitte di misura, rifacendosi però nel dilagare contro il Belgio, mentre va registrato un piccolo inciampo – 6-13 – di fronte alla modesta Nuova Zelanda. Sono ora ottave, con una media di circa 11.6 VP per incontro, ma come preannunciato – ed evidente guardando le altre categorie, dove il loro punteggio basterebbe per posizioni tra la quarta e la sesta – nel settore donne le differenze sono più accentuate, e le medie delle prime sono più alte. Siamo seguite proprio da Norvegia e Francia, e fino alla dodicesima, l’Inghilterra, ci sono solo 9 VP, ma per trovare l’Argentina, tredicesima, bisogna scenderne ancora ben 25! Con sette incontri da giocare, e 140 VP ancora in palio, direi che sia proprio tra le prime dodici che si deciderà il passaggio del turno.

Guida la Polonia, seguita da Olanda e Cina, poi la sempre più sorprendente Australia, USA 2, Turchia e Danimarca prima di noi.
La giornata si preannuncia cruciale, dato che prevede Argentina, Brasile, Cina e Inghilterra. L’imperativo categorico è tenere botta con le ultime due, e accumulare punti all’inizio.
Hanno continuato a dominare i nostri “Open”, che dopo avere puntualmente triturato Guadalupe (partiti 0-12, hanno concluso 66-12!) avevano tre incontri di fuoco e ne sono usciti battendo nettamente Danimarca (40-5) e Norvegia (40-3), e perdendo dalla sola Israele per 11-30.

Abbiamo oltre un incontro di vantaggio sulla Svezia, seguita dalla Danimarca, e anche queste due sono abbastanza staccate dal resto del lotto, ma poi c’è un discreto appiccicume, tanto che la lotta per un posto al sole si può estendere fino alla Cina, sedicesima (con poche speranze, però). Sempre fuori dalle otto è la Svizzera, e così la Norvegia, ovvero oro e argento di Marrakesh.

Oggi ci toccano Francia, Cina Taipei, Inghilterra e India: giornata media, ma con due picchi e due avvallamenti.
Si sono dati da fare per recuperare gli ingobbiti, i quali, dopo una sconfitta non proprio attesa contro l’Australia, hanno battuto la forte Austria, pareggiato contro l’ottima Olanda, ed infine dilagato contro la Nuova Zelanda, così da piazzarsi in una posizione che se ancora non è rosea, è però meno oscura, ovvero all’undicesimo posto, -9 VP dal paradiso. Guidano, inscalfibili, USA 1 e 2, e terza è la Polonia. Tutti presenti alla volata finale i favoriti, con qualche chance fino al Giappone, tredicesimo, ma non oltre. I nostri avranno India, Giappone, Francia e Cina Taipei: non si può più sbagliare, ma non sarà facile.

Infine le note più dolenti, ovvero il misto, dove i nostri sono scivolati fuori dalle prime otto. Brutte avvisaglie si erano già lette ieri l’altro scorrendo i tanti punti persi, ma certo che non ci si poteva aspettare di perdere contro le Isole della Reunion (22-23), anche se poi si è vinto contro USA 1 (17-2). La giornata si è poi conclusa perdendo nettamente di fronte a Israele (25-58) con una sfilza di swing in doppia cifra a sfavore, prima di battere il Canada 33-14. I 41.83 VP accumulati non sono stati sufficienti per rimanere a galla, ma il decimo posto è tutt’altro che disastroso, e sono solo 4 i VP che si separano dai KO. Guida USA 1, seguita da Danimarca e USA 2, e chance ci sono fino all’Ungheria, quindicesima.
Siamo attesi da Nuova Zelanda, Sudafrica, Francia e Romania, ovvero due squadre molto facili (specie la seconda, penultima), e due difficili. Cruciare l’incontro con i transalpini, dodicesimi e quindi contendenti diretti.

Siamo quasi all’ultima curva, e non sbandare è necessario.
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