Oggi cibo, a partire dall’eccellente esperienza gastronomica di ieri sera, celebrata in una steak house di eccezionale qualità, la “A Hereford Beefstouw”, la quale serve soltanto carni di bovini allevati allo stato brado, selezionati e cresciuti dal ristorante medesimo nei verdi prati che circondano la proprietà.
La razza predominante è quella del titolo, ma in realtà vengono allevati anche dei Wagyu e degli Charolais, questi ultimi serviti in un ristorante a loro dedicato, nel centro di Herning, mentre quello di ieri è a circa otto minuti di macchina (elettrica!) dalla cittadina.
Che dire: l’esperienza è stata veramente fantastica, anche per me che non sono poi un grande amante del genere gastronomico del caso (il mio ultimo pasto sarebbe a base di crostacei, ostriche e un piatto di spaghetti). La carne era tenerissima, succosa e molto saporita, trattata con sapienza e cotta – ovviamente al sangue – in maniera impeccabile, e buonissime erano anche le patate al barbecue, cotte in fogli di allumino e ricoperte di un burro di grande qualità. Per finire, eccellente anche la testa d’aglio anch’essa cotta sulle braci.
Unica pecca – moderata, visto che non pagavo io! – il prezzo non proprio economico: non c’era portata che non costasse almeno 50€ al cambio attuale della corona danese, con punte per quelle di Wagyu oltre i 200, ma la Danimarca è assai più cara del Belpaese, quindi non si tratta di cifre esorbitanti per il luogo. Carta dei vini anch’essa sontuosa e con grandi marche soprattutto francesi, con buona presenza di italiani di classe e altri di varia provenienza, dalla California all’Australia. Questi però, come consuetudine in questi luoghi, avevano dei ricarichi veramente minimi, la filosofia essendo quella di essere lì come servizio per i clienti e non per generare guadagno. Risparmiate per qualche tempo, e poi andateci: ne vale la pena.
Il ristorante è perfettamente in linea con la filosofia Danese: l’agricoltura e l’allevamento hanno avuto infatti un grande impulso nel paese oramai da diversi anni, dopo che si è deciso di riconvertire l’intera filiera sulla base del più assoluto rispetto per l’ambiente e per gli animali.
Ci tornerò domani, perché è ora di parlare di bridge, iniziando ovviamente dal campionato in rosa.