Passione Bridge

Cartoline mondiali da Herning – 4

23/08/2025

Oggi cibo, a partire dall’eccellente esperienza gastronomica di ieri sera, celebrata in una steak house di eccezionale qualità, la “A Hereford Beefstouw”, la quale serve soltanto carni di bovini allevati allo stato brado, selezionati e cresciuti dal ristorante medesimo nei verdi prati che circondano la proprietà.

 

La razza predominante è quella del titolo, ma in realtà vengono allevati anche dei Wagyu e degli Charolais, questi ultimi serviti in un ristorante a loro dedicato, nel centro di Herning, mentre quello di ieri è a circa otto minuti di macchina (elettrica!) dalla cittadina.

 

Che dire: l’esperienza  è stata veramente fantastica, anche per me che non sono poi un grande amante del genere gastronomico del caso (il mio ultimo pasto sarebbe a base di crostacei, ostriche e un piatto di spaghetti). La carne era tenerissima, succosa e molto saporita, trattata con sapienza e cotta – ovviamente al sangue – in maniera impeccabile, e buonissime erano anche le patate al barbecue, cotte in fogli di allumino e ricoperte di un burro di grande qualità. Per finire, eccellente anche la testa d’aglio anch’essa cotta sulle braci.

 

Unica pecca – moderata, visto che non pagavo io! – il prezzo non proprio economico: non c’era portata che non costasse almeno 50€ al cambio attuale della corona danese, con punte per quelle di Wagyu oltre i 200, ma la Danimarca è assai più cara del Belpaese, quindi non si tratta di cifre esorbitanti per il luogo. Carta dei vini anch’essa sontuosa e con grandi marche soprattutto francesi, con buona presenza di italiani di classe e altri di varia provenienza, dalla California all’Australia. Questi però, come consuetudine in questi luoghi, avevano dei ricarichi veramente minimi, la filosofia essendo quella di essere lì come servizio per i clienti e non per generare guadagno. Risparmiate per qualche tempo, e poi andateci: ne vale la pena.

 

Il ristorante è perfettamente in linea con la filosofia Danese: l’agricoltura e l’allevamento hanno avuto infatti un grande impulso nel paese oramai da diversi anni, dopo che si è deciso di riconvertire l’intera filiera sulla base del più assoluto rispetto per l’ambiente e per gli animali.

 

Ci tornerò domani, perché è ora di parlare di bridge, iniziando ovviamente dal campionato in rosa.

Le nostre signore avevano una giornata con due scogli molto duri, che hanno rappresentato due sconfitte: Olanda (14-34) e Danimarca (37-39); tuttavia, hanno saputo trarre un buon profitto dai due più semplici, raccogliendo un buon 48-27 di fronte all’Ungheria, e soprattutto una vittoria per 38-7 contro l’India.

Un totale di 45,33 VP nella giornata, buoni per il settimo posto, 8 VP sopra al nono.
Conduce la Polonia davanti a Olanda e Cina, e come sempre accade tra le signore già a metà strada tutte le migliori sono pronte alla volata, con due eccezioni: è quinta l’Australia, inattesa a questa altezza, e quattordicesima la Norvegia, che dovrebbe essere più avanti.
Oggi per le fanciulle ci sono Belgio, Nuova Zelanda, Norvegia e Francia nell’ordine, ovvero una prima metà morbida, ed un finale rovente. Una replica della giornata di ieri sarebbe gradita.

Benissimo l’Open, capace di prendere nettamente la testa della corsa con ben 13 VP di vantaggio sui secondi, e questo grazie a ben due ventelli consecutivi – unica squadra a riuscire a tanto – contro Brasile e Sudafrica, e poi due buone vittorie contro USA 2 e Cina.
Dietro a noi c’è il Belgio, sempre più una realtà, e poi seguono Francia, Danimarca, Svezia, Argentina, USA 2 e Canada a completare le otto. Anche qui tutte le migliori sono pronte alla volata, e ultima del gruppo è la Svizzera, ben 17 VP dietro al Canada.

Oggi iniziamo con un risveglio tranquillo, attesi come siamo da Guadalupe, ma poi arrivano tre strappi da affrontare in apnea, perché arrivano Danimarca, Israele e Norvegia, con le ultime due in grande risalita. I canuti continuano ad essere gli unici non qualificati, anche perché hanno già subito ben tre decisioni arbitrali negative, purtroppo tutte largamente meritate, dato che si è sempre trattato di spiegazioni sbagliate date agli avversari. Forse la poca preparazione sta venendo al pettine, ma niente è perduto, perché sono dodicesimi a soli 10 VP dal paradiso, ed hanno dato segnali di ripresa: ieri hanno vinto con la Germania e col Canada, poi perso di misura con la Cina e vinto con l’Inghilterra. Continuano a dominare le due americane, mentre è ora terza l’Austria. Qui le papabili sono di meno, e c’è ancora una qualche fluidità, ma non poi troppa. Diciamo che mancano all’appello soprattutto India e Italia, e un po’ troppo in alto sono Germania e Giappone.

Per i nostri Australia, Austria, Olanda e Nuova Zelanda: una giornata dalla quale è necessario evitare di uscire con le ossa rotte.
Infine il misto, che ha avuto un andamento da elettrocardiogramma: netta vittoria con la Cina per 48-5, poi una sconfitta per 31-50 di fronte a Hong Kong seguita dalla vittoria per 58-32 contro la Serbia. Infine, una batosta per 8-54 contro i danesi.

Se guardate i punteggi, potete farvi da soli un’idea del gioco: un nugolo di errori, e tra questi delle mani frutto di clamorose incomprensioni. Niente di troppo male, visto che siamo ancora sesti, ma questo modo di giocare è foriero di sventura se non si ritrova la serenità.

Conduce USA 1 di fronte a Danimarca e USA 2, mentre sorprende, e non poco, il decimo posto della Polonia, e male va anche Israele, tredicesima.

Per gli azzurri ci sono oggi Reunion, USA 1, Israele e Canada, ovvero una giornata dalla difficoltà media, ma con un elevato scarto quadratico: due molto facili e due molto difficili.

Ad majora.
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