Poznan è una delle principali sedi del cattolicesimo polacco, elemento plasticamente rappresentato dalla bella cattedrale della città, la quale è un interessante argomento di studio per gli esperti di storia dell’architettura, tanti sono gli strati ben visibili dei vari rifacimenti, dovuti alle numerose opere di rinnovamento quando non addirittura di ricostruzione.
Tuttavia, non è stato sempre così, ed anzi esattamente il contrario: la regione, infatti, fino a poco prima dell’anno mille era frequentata da pagani di credenze diverse, principalmente a base naturistica, ma anche con declinazioni cruente, tanto che sono documentati casi di sacrifici umani a favore delle varie divinità silvane adorate dai nativi (per modo di dire: sarebbe ora di capire che di nativo, nel mondo, ci sono solo i primi ominidi africani di milioni di anni fa: tutti gli altri insediamenti antropici sono frutto di ondate migratorie di vario tipo e in varie epoche).
Ci volle del bello e del buono per eradicare quei culti, dato che i seguaci degli stessi non avevano alcuna intenzione di abdicare né alla loro sovranità territoriale né a quella religiosa, e così che, per scoraggiare i sacrifici umani si uccisero molte più persone che nei riti sacrificali medesimi. Triste ricorrenza anche questa, e per parafrasare il grande Foscolo, “triste dote è negli umani”, i quali mai imparano dai loro errori, pare. E’ ora di citare Gramsci: la storia è maestra di vita, ma ha pochi studenti.
Ma torniamo alla cattedrale, perché come già anticipato nell’exordius è un monumento davvero notevole, a partire dal fatto che la data della sua prima fondazione è documentata nell’anno 968, come è documentato che venne realizzata per volere di Miecislao I di Polonia per celebrare la sua conversione al cristianesimo, e quindi la consacrazione della Polonia (per come era al tempo: la geografia politica di queste zone è variata infinite volte nei secoli moderni) al Dio dei cristiani.