Passione Bridge

Cartoline da Poznan – 5

25/06/2025

Poznan è una delle principali sedi del cattolicesimo polacco, elemento plasticamente rappresentato dalla bella cattedrale della città, la quale è un interessante argomento di studio per gli esperti di storia dell’architettura, tanti sono gli strati ben visibili dei vari rifacimenti, dovuti alle numerose opere di rinnovamento quando non addirittura di ricostruzione.

Tuttavia, non è stato sempre così, ed anzi esattamente il contrario: la regione, infatti, fino a poco prima dell’anno mille era frequentata da pagani di credenze diverse, principalmente a base naturistica, ma anche con declinazioni cruente, tanto che sono documentati casi di sacrifici umani a favore delle varie divinità silvane adorate dai nativi (per modo di dire: sarebbe ora di capire che di nativo, nel mondo, ci sono solo i primi ominidi africani di milioni di anni fa: tutti gli altri insediamenti antropici sono frutto di ondate migratorie di vario tipo e in varie epoche).

 

Ci volle del bello e del buono per eradicare quei culti, dato che i seguaci degli stessi non avevano alcuna intenzione di abdicare né alla loro sovranità territoriale né a quella religiosa, e così che, per scoraggiare i sacrifici umani si uccisero molte più persone che nei riti sacrificali medesimi. Triste ricorrenza anche questa, e per parafrasare il grande Foscolo, “triste dote è negli umani”, i quali mai imparano dai loro errori, pare. E’ ora di citare Gramsci: la storia è maestra di vita, ma ha pochi studenti.

 

Ma torniamo alla cattedrale, perché come già anticipato nell’exordius è un monumento davvero notevole, a partire dal fatto che la data della sua prima fondazione è documentata nell’anno 968, come è documentato che venne realizzata per volere di Miecislao I di Polonia per celebrare la sua conversione al cristianesimo, e quindi la consacrazione della Polonia (per come era al tempo: la geografia politica di queste zone è variata infinite volte nei secoli moderni) al Dio dei cristiani.

Come in molti altri casi – il più celebre è, ovviamente, quello di Notre Dame de Paris – anche l’attuale basilica di San Pietro e Paolo, originariamente dedicata al solo Pietro, sorge su un’isola in mezzo al fiume, Ostrów Tumski, e questo contribuisce non poco sia alla sua visibilità sia al suo fascino.

Non è troppo chiaro quale fosse lo stile originario, perché l’edificio venne distrutto dopo una settantina d’anni e non abbiamo tracce di resti che siano illuminanti in merito, né disegni di alcun tipo.
La ricostruzione avvenne in romanico – e di questo rimane un’intera ala – ma dopo qualche secolo si passò al gotico, e poi al barocco, e poi a un misto, e poi di nuovo al gotico usando la versione trecentesca.
Tutto questo miscuglio a causa di devastazioni ed incendi di vario genere, l’ultimo dei quali causato dalla ritirata tedesca nel 1945.

E’ stata dedicata sia al solo Pietro che al solo Paolo, ma l’ultima volta, forse per rinforzare la protezione divina contro le tante disgrazie, si è deciso di usare entrambi i santi.
Come si può capire, non si tratta quindi di un edificio dalle forme pulite e dallo stile ben definito, sia all’esterno che all’interno, ma proprio questo suo essere architettonicamente queer contribuisce a farne un monumento di interesse e fascino.
Veniamo al bridge, adesso, il quale ha vissuto una giornata di grande interesse nelle sale delle competizioni a squadre miste e a squadre Senior, e soprattutto in quest’ultimo caso, dato che ognuno dei quarti di finale è stato estremamente equilibrato, e c’è stata una sorpresa eclatante: la sconfitta della testa di serie numero uno, ZIMMERMAN, ad opera di T3M.

A guardare i nomi dei polacchi autori dell’impresa non c’è poi da stupirsi troppo, ma il fatto rimane che lo sponsor svizzero, a dispetto dell’enorme investimento in campion i del mondo plurimi, dovrà rimandare un’altra volta l’aggiunta di questo titolo alla sua invidiabile collezione.

La lotta è stata selvaggia a tutti i tavoli tranne uno, quello dove la corazzata 11Jaszczak (tutti pluri-campioni del mondo polacchi, agli ordini del consueto sponsor) ha dominato. Completano il quadro Dutch Seniors – i campioni d’Europa per nazioni di Herning – e Denmark, e anche lì ci sono dei campioni del mondo, quelli di Marrakesh 2024. Mica male per un gruppo di vecchietti.

Lotta dura anche in molti casi dello squadre miste, come del resto atteso dato il livello, al punto che l’incontro di FERM, del nostro Andrea Manno (e Ida Gronkvist), è finito addirittura dopo il limite, ovvero solo quando sono stati discussi ben due appelli presentati dagli avversari, entrambi però respinti (ne bastava uno, o anche solo un pezzetto, per ribaltare il risultato finale).

FERM se la vedrà con AKINOM, che ha strapazzato i ragazzi francesi di PARIS EST MAGIQUE (e chi non sarebbe d’accordo con loro?), ma l’incontro più di cartello in assoluto è quello accanto, tra EDMONDS e YOSHKA. Non esistono comunque squadre deboli tra le ultime otto, e nel misto, dove le coppie sono spesso non troppo collaudate, le sorprese sono dietro l’angolo.

Nel coppie abbiamo piazzato in Semifinale A Care-Delle Cave (ventisettesimi), Cecere-Marcelli (quarantaduesimi) e Bianchi-Catellani (cinquantaseiesimi).
Oggi e domani dovranno piazzarsi entro le prime venti o poco più per arrivare in finale, in un campo di sessantaquattro contendenti (al momento: se ne potrebbero aggiungere un paio domani). Le altre dovranno affrontare l’inferno della Semifinale B, con solo due posti a disposizioni per salire nell’empireo.

Vi risparmio per ora BAM – infarcito di teste coronate: questa competizione è amatissima dai giocatori di vertice – e Coppie Senior: sono in corso fasi preliminari e non sono ancora abbastanza interessanti.


powodzenia wszystkim (buona fortuna a tutti)
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