Storia, geografia, miti ed altro sono assai interessanti – non vi preoccupate, ve ne fornirò ad abundantiam – ma non di sola cultura vive l’uomo, anche se si tratta di un raffinato cultore di sport della mente come l’homus bridgisticus che legge queste note.
In tanti, troppi anni di viaggi intorno all’orbe terraqueo per ragioni legate al nostro meraviglioso gioco – oltre quaranta e in tutti i continenti, in attesa di Luna e Marte – ho visto in effetti poco turismo da parte del bipede bridgista, sebbene gli appassionati del ramo non manchino. Ho però invariabilmente visto grandi attività masticatorie, ovvero una dedizione particolare al culto della gastronomia, e se questo è del tutto comune per la gente italica, la stessa, nel bridgista, è presente in ogni stirpe del pianeta.
Non c’è rappresentanza nazionale, in un evento come questo, che non arrivi già preparata sulle attrazioni locali in termini di templi del culto del cibo, ed è frequentissimo che il mio numero WhatsApp – tutti i giocatori ce l’hanno – sia intasato da liste di ristoranti con accanto la richiesta di raccomandarne uno, con buona pace delle informazioni sul gioco!