Passione Bridge

Cartoline da Poznan – 2

22/06/2025

Storia, geografia, miti ed altro sono assai interessanti – non vi preoccupate, ve ne fornirò ad abundantiam – ma non di sola cultura vive l’uomo, anche se si tratta di un raffinato cultore di sport della mente come l’homus bridgisticus che legge queste note.

 

In tanti, troppi anni di viaggi intorno all’orbe terraqueo per ragioni legate al nostro meraviglioso gioco – oltre quaranta e in tutti i continenti, in attesa di Luna e Marte – ho visto in effetti poco turismo da parte del bipede bridgista, sebbene gli appassionati del ramo non manchino. Ho però invariabilmente visto grandi attività masticatorie, ovvero una dedizione particolare al culto della gastronomia, e se questo è del tutto comune per la gente italica, la stessa, nel bridgista, è presente in ogni stirpe del pianeta.

 

Non c’è rappresentanza nazionale, in un evento come questo, che non arrivi già preparata sulle attrazioni locali in termini di templi del culto del cibo, ed è frequentissimo che il mio numero WhatsApp – tutti i giocatori ce l’hanno – sia intasato da liste di ristoranti con accanto la richiesta di raccomandarne uno, con buona pace delle informazioni sul gioco!

 

Questo è l’aspetto che tanto rende popolare il gioco mattutino – oltre, naturalmente, al fatto che tutte le attività umane iniziano di norma sul presto, e che quindi i nostri bioritmi vi si trovano meglio – ovvero la possibilità di finire presto per poter avere davanti a se una bella serata con le gambe sotto al tavolo combinando cibo e litigate furibonde sulle mani della giornata prima della riconciliazione a base di uno dei molti brindisi di accompagnamento.
La Polonia non vanta una tradizione di particolare eccellenza in ambito gastronomico, anche se – ed io che ci sono stato oltre venti volte posso testimoniarlo – non è certo tra i luoghi peggiori dove incrociare le posate.
La cucina è sostanzialmente mitteleuropea, ma diversamente da quelle opulente di Ungheria e Repubblica Ceca, le quali, grazie a periodi di vacche grasse – in ogni senso – della loro storia hanno coltivato delle raffinatezze, qui povertà e fame sono state a lungo endemiche.
Tuttavia, come già per Caterina dei Medici alla corte francese – i transalpini devono a noi, ed in particolare a lei, la tradizione pasticcera – c’è un ambito dove si è fatta sentire l’influenza di una presenza italiana: quella di Bona Sforza, regina quaggiù (c’è un famoso dipinto che la rappresenta nella sala comunale), e anche in questo caso legata alla produzione dolciaria: alcuni dolci locali sono infatti di evidente discendenza nostrana, ed ancor più precisamente di retaggio medievale.
Tra questi spiccano i celeberrimi – almeno qui – cornetti di San Martino, o Rogale Świętomarcińskie, famosi al punto che l’11 novembre, in occasione della festa eponima, è tradizione fare colazione in più di un bar a base dei medesimi, così da combinare la degustazione alla visita delle bellezze del centro. Si tratta di un croissant sfogliato, con al suo interno una ricca combinazione di frutta candita, mandorle, semi di papavero e spezie, in evidente sintonia con quello che fu il gusto dolciario di medioevo e rinascimento italico.
E’ regolato da un disciplinare, così che, come capita per la quasi totalità dei cibi nostrani, per poterlo definire tale deve rispettare regole molto stringenti, e le deviazioni ammesse sono minime.
Non l’ho mai assaggiato in una pasticceria di grido – ma ho strappato promesse agli amici di portarmici – e tutto quello che posso per ora dire in merito è che quelli disponibili in albergo sono rivedibili, ma l’idea sembra interessante, e non escludo di provare a riprodurli a casa.
Ma è ora di passare al bridge giocato e non masticato, senza peraltro che vi possa offrire molto di più di qualche nota di classifica in generale, e ancor più in particolare riferendomi agli italiani qui presenti.
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Ebbene, come prevedibile dato il campo di gara – al momento, sette delle prime dieci squadre del ranking contengono campioni del mondo di vario genere, al maschile e al femminile! – la competizione è durissima, e non sarà per niente semplice, per tutti i più forti, rientrare nell’empireo delle prime trentadue che arriveranno stasera al tabellone ad eliminazione diretta.
Ci saranno inevitabilmente delle sorprese, e significative, e tra queste, purtroppo, va inclusa quella della ALPERT di Alfredo Versace, addirittura settantaseiesima, ma molto male ha fatto anche BRENO, che pure è venti posizioni più su, e formazioni straniere formidabil come ROSENTHAL, DE BOTTON, DINKIN che hanno potenzialità da medaglia d’oro.

Il migliore degli azzurri è Andrea Manno, ottavo con la sua FERM, e bene anche MARCELLI, ventesima, e MULTON, ma quest’ultima è proprio sul bordo inferiore, trentaduesima, e ne avrà ancora molto da remare. Infine, ventisettesima è NETTLETON con Simonetta Paoluzi (e Giorgia Botta), e sessantunesima CASSIO.

Altri cinque turni di dieci mani, poi il sorteggio del tabellone a KO, poi cibo polacco e a letto: da domani si farà sul serio. Nel frattempo è iniziata anche la competizione Seniores, dove si contano molti anni di età, ma anche una quantità impressionante di titoli mondiali vari, e non è un caso se la corazzata di ZIMMERMANN – Pierre vorrebbe da tempo aggiungere un titolo di questo tipo alla collezione – è al momento solo ottava, e proprio otto sono le qualificande al tabellone ad eliminazione diretta.

Do jutra (a domani)
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