Passione Bridge

Cartoline da Poznan – 13

03/07/2025

Appena usciti dall’albergo dove sono alloggiato, si vede snodarsi una pista ciclabile, molto ampia, e poco più in là la si vede diramarsi sia destra che a sinistra, mentre al centro ha addirittura un percorso dedicato di accesso all’attraversamento di una delle principali arterie cittadine.

 

Per giorni, a testa bassa ed immerso nei pensieri della giornata lavorativa, ho ignorato – o quasi – il fenomeno, ma poi ho cominciato a realizzarne il significato e ho fatto qualche indagine. Ebbene, la deliziosa città polacca è una delle più bikers friendly di tutta Europa, ed è alta in classifica anche a livello mondiale, tanto che infinite sono le recensioni positive degli amanti del genere e degli ecologisti a livello planetario. Già mi stava assai simpatica, Poznan, e questo non ha fatto che rafforzare i miei sentimenti.

 

La rete di piste ciclabili è praticamente ininterrotta: tuto il centro e naturalmente l’intera periferia ne sono intersecate, e dare un’occhiata alla rete non sarebbe una cosa disdicevole per i nostri amministratori locali e nazionali, visto che anche Poznan ha un imponente centro storico ricco di vie strette e viuzze come la maggior parte delle città italiane. Bisognerebbe, in definitiva, acquisire l’umiltà necessaria e sufficiente ad imparare da chi ne sa di più, invece di spendere giorni, mesi e non di rado anno in infinite riunioni per cercare di reinventare la ruota.

 

I bikers convengono qui da tutta Europa, e questo è un bene anche per l’economia, ovviamente, e lo fanno perché non solo la rete viaria a loro dedicata in centro è ampissima, ma anche perché ci sono, intorno alla città, numerosi percorsi per cicloamatori da semplici, e adatti alle escursioni familiari, a molto complessi, e tutti immersi in una natura verdissima e ricca di corsi e specchi d’acqua, ovvero la rete idrica che ruota intorno al Warta, il principe fluviale della zona

Inutile aggiungere che tutto ciò rende Poznan molto amata dagli ecologisti, con i sui verdi spazi e questa attenzione alla riduzione delle emissioni inquinanti e al loro assorbimento da parte del verde medesimo, ed è forse anche per questo che la morsa di calore che attanaglia l’intero continente ha qui un effetto smorzato, come del resto gli esperti del settore vanno dicendo da tempo.

Aggiungere verde ai nostri centri abbassa il calore, aggiungere asfalto e condizionatori lo moltiplica, in un tragico effetto a catena.
Ma ancora una volta, dobbiamo constatare la straordinaria miopia di alcuni politici nostrani e non, che preferiscono negare il fenomeno mandandoci a grandi passi verso il disastro.
Per fortuna di chi vive qui, i loro la pensano diversamente, ma ricordo un detto turco assai illuminante e che richiama altri ragionamenti fatti nei giorni scorsi: “La foresta si stava restringendo, ma gli alberi continuavano a votare per l’ascia, perché l’ascia era furba e convinse gli alberi che, avendo il manico di legno, era uno di loro“.

Incidentalmente, vale la pena di notare che anche la foresta del bridge italiano è da tempo in gravissima recessione, ma l’ascia ha vinto negli ultimi otto anni. Inoltre, sempre in merito al bridge, anche quello è un ambito dove si preferisce pensare di essere più furbi e si passa il tempo a riflettere sulle misure da adottare mentre basterebbe copiare da chi ha successo. Niente di nuovo sotto il sole nemmeno qui, del resto, visto che Tito Livio scriveva, duemila anni fa “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”.
Veniamo al bridge, dove non si può non cominciare da un elogio sperticato delle nostre meravigliose rappresentanti di TERSCH, le quali sono state capaci di annichilire le avversarie transalpine tramutando almeno in argento il bronzo già in cascina, e guadagnandosi una chance per l’oro.

Avranno di fronte un’autentica corazzata, ovvero PARKER, che presenta quattro fortissime polacche campionesse di tutto insieme a due sponsor. Quest’ultime sono sopravvissute ad un’ordalia contro delle turche niente male, visto che due su quattro venivano dall’oro olimpico di Buenos Aires. Le figlie della mezzaluna erano nettamente avanti a tre quarti di gara, ma sono state travolte nell’ultimo tempo.

Nel caso dell’Open, ed in particolare di VINCI, bisogna purtroppo registrare la validità dell’adagio “tanto tuonò che piovve”, perché i nostri rappresentanti, dopo essere sopravvissuti due volte all’ultimo secondo ad un tutto nel baratro, non sono riusciti nell’impresa per la terza volta, perdendo nettamente e senza mai essere in partita.

Notizie mediocri anche dal coppie open a dal coppie signore: in entrambi i casi nessuna formazione di casa nostra è entrata in semifinale A, ed ora raggiungere la Finale A di dopodomani è durissimo.

Poco da segnalare nel BAM, che continua la sua corsa di qualificazione.

Ave atque vale
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