Appena usciti dall’albergo dove sono alloggiato, si vede snodarsi una pista ciclabile, molto ampia, e poco più in là la si vede diramarsi sia destra che a sinistra, mentre al centro ha addirittura un percorso dedicato di accesso all’attraversamento di una delle principali arterie cittadine.
Per giorni, a testa bassa ed immerso nei pensieri della giornata lavorativa, ho ignorato – o quasi – il fenomeno, ma poi ho cominciato a realizzarne il significato e ho fatto qualche indagine. Ebbene, la deliziosa città polacca è una delle più bikers friendly di tutta Europa, ed è alta in classifica anche a livello mondiale, tanto che infinite sono le recensioni positive degli amanti del genere e degli ecologisti a livello planetario. Già mi stava assai simpatica, Poznan, e questo non ha fatto che rafforzare i miei sentimenti.
La rete di piste ciclabili è praticamente ininterrotta: tuto il centro e naturalmente l’intera periferia ne sono intersecate, e dare un’occhiata alla rete non sarebbe una cosa disdicevole per i nostri amministratori locali e nazionali, visto che anche Poznan ha un imponente centro storico ricco di vie strette e viuzze come la maggior parte delle città italiane. Bisognerebbe, in definitiva, acquisire l’umiltà necessaria e sufficiente ad imparare da chi ne sa di più, invece di spendere giorni, mesi e non di rado anno in infinite riunioni per cercare di reinventare la ruota.
I bikers convengono qui da tutta Europa, e questo è un bene anche per l’economia, ovviamente, e lo fanno perché non solo la rete viaria a loro dedicata in centro è ampissima, ma anche perché ci sono, intorno alla città, numerosi percorsi per cicloamatori da semplici, e adatti alle escursioni familiari, a molto complessi, e tutti immersi in una natura verdissima e ricca di corsi e specchi d’acqua, ovvero la rete idrica che ruota intorno al Warta, il principe fluviale della zona