Ieri ho avuto una esperienza culinaria di altissimo livello, e così dopo la politica e la storia torno ad un altro argomento a me caro, assai più prosaico degli altri due, ma non poi così slegato da loro: non è un caso che si utilizzi l’espressione “votare con la pancia”. Inoltre, vale la pena di aggiungere che esistono infiniti trattati che si occupano del legame tra la cultura di un popolo e quello che mangia o ha mangiato.
Tra tutti, mi ha sempre affascinato la relazione – apparentemente un ossimoro – tra il cibo piccante ed i paesi più caldi, la quale nulla ha a che vedere col gusto: le spezie ed il piccante hanno un qualche effetto disinfettante e soprattutto coprono odori e sapori di cibi che stanno andando a male, o sono già marciti, come appunto accade rapidamente a temperature più alte. Illuminante la storia della nascita di HIV e del suo spillover, ovvero il salto di specie tra le scimmie e l’uomo, quasi certamente causata, circa un secolo fa, dal consumo di carne di scimmia avariata coperta dal piri-piri, un intruglio piccantissimo molto diffuso in Africa.
Ma non era carne di scimmia avariata quella che ho consumato ieri sera, in un bel ristorante di cucina moderna nella periferia di Poznan, allocato in un edificio a mattoni in vista e con un ampio giardino: una combinazione che già predisponeva l’animo dello stanco viandante. Come spesso accade in luoghi dove non c’è una definita tradizione culinaria, anche in Polonia si è sviluppata una cucina di vertice che pesca da influenze diverse, ma non di rado con grande attenzione alla tecnica.
Così è stato anche ieri sera, dato che ho iniziato con dei maccheroncini fatti in casa con cacio e pepe per poi proseguire con dell’agnello cotto a bassa temperatura e servito con verdure varie in una delicatissima salsa alla crema. Ovvero, un piatto italianissimo (ma con una concessione all’innovazione: degli asparagi bianchi, croccantissimi e saporiti che si sposavano benissimo col resto) seguito da uno di evidente ispirazione francese, ma entrambi eseguiti quasi alla perfezione e utilizzando materie prime eccellenti.