Passione Bridge

Cartoline da Poznan – 10

Oggi vi faccio fare un volo di fantasia duplice, perché non solo vi farò immaginare di essere a Poznan, ma da lì vi chiederò di proiettarvi ulteriormente verso est, ed in particolare verso la Corea del Sud, luogo dove ho avuto di trovarmi virtualmente ieri sera.

Ma ho corso troppo: vediamo di fare qualche premessa per inquadrare meglio quanto seguirà, iniziando da qualcosa che poco c’entra, ovvero il perché del fortunato avvenimento: una cena davvero squisita in un ristorantino tanto minuscolo quanto imperdibile nel pieno centro della città.

La ragione è dunque particolare: il miglior arbitro polacco (e uno dei migliori a livello mondiale), Jacek Marciniak, fenomeno della programmazione di componenti elettronici e professore universitario, ha a lungo collaborato con Samsung, e questo lo ha portato a visitare spesso la Corea, sede della compagnia. Da ghiottone qual è – stato mio ospite poche settimane fa, perché la sua meta preferita di vacanze è l’Italia e, non strano a dirsi, tra le ragioni c’è la nostra pappa – , ha laggiù sperimentato le migliori qualità della cucina locale e ne è quindi divenuto un esperto, per cui, leggendo recensioni sull’argomento, e scoprendo che il migliore ristorante coreano di Polonia si trova proprio qui, ha organizzato la riunione della scuola arbitrale della EBL in quel divino locale. Bingo! Abbiamo mangiato in maniera stupenda, e Jacek ci ha assicurato che il livello era quello delle migliori mangiatoie da lui visitate nella patria del cuoco, per cui è stato facile di immaginarsi molte migliaia di chilometri più a est. Cibo, che grande potere evocativo che ha, quando eseguito con maestria.

Tutti i piatti, tranne uno, erano a base di kimchi, la pietanza di cavolo fermentato che è la base dell’alimentazione di laggiù, ed in particolare lo abbiamo gustato al naturale, in accompagnamento ad un sushi vegetariano, in una zuppa di carne d’anatra, in un piatto di maiale, altre verdure e delle cosiddette “caramelle di riso”, in una specie di frittata di kimchi fatta con farina di riso, e infine in un’altra combinazione di carne di maiale, carote, sedano e una salsa dolce. Ha chiuso i conti il pollo fritto più buono che abbia mai assaggiato in vita mia, e devo dire per distacco, tanto era croccante il rivestimento e morbida e succosa la carne, rimasto tale anche se inzuppato in un delicato agrodolce.  Prezzo del volo a Seul? Reggetevi forte: 13€ a testa mancia compresa!

Per digerire non poteva esserci di meglio che una passeggiata per tornare in albergo, e questo mi ha dato modo di rivedere il bel castello che si trova sui bordi esterni del centro, oggi sede del centro nazionale di cultura. Vi ho dato almeno due ragioni per visitare Poznan in un colpo solo: che aspettate?

Naturalmente ce ne è un’altra: venire a vedere dal vivo la competizione a squadre open, forse quella di più alto livello mai visto, come stellare era stato il misto.

Ieri si è conclusa una prima parte della qualificazione, come avevo spiegato proprio nella cartolina di giornata, ed è impressionante vedere come siano rimaste fuori dalle prime sessanta formazioni che potrebbero tranquillamente competere per un titolo mondiale, a testimonianza del livello medio davvero eccezionale.

Tra queste, ahimè, c’è la nostra VINCI, nientemeno che quattro sesti della nazionale italiana che ci rappresenterà a Herning nella Bermuda Bowl, finita miseramente sessantaduesima dopo avere sempre galleggiato in basso, e dopo una stressante altalena a cavallo del fatidico sessantesimo posto nelle ultime mani.
Fronteggiando VALIO, sono infatti partiti male, poi hanno impilato 35 IMP in tre mani consecutive e sono risaliti addirittura fino al quarantottesimo posto, ma la rimonta avversaria li ha infine sospinti sotto la linea del taglio mentre gli avversari salivano nell’empireo.
La Butler testimonia quanto brutta sia stata la prestazione – un dato preoccupante – con i soli Sementa e Versace a malapena sopra media (+0,03).

Ma oggi è un altro giorno, e i nostri hanno un’altra chance: rientrando tra le prime due al momento della chiusura del Swiss – mancano altri quattro turni da quattordici mani l’uno – hanno la possibilità di rientrare nel tabellone principale dalla porta posteriore, anche se il frutto è avvelenato: i primi dovranno infatti affrontare nei sedicesimi di finale ROSENTHAL (ammesso che vinca oggi) – tutti campioni del mondo – mentre arrivare secondi comporta l’avere di fronte ZIMMERMANN.

Male anche altre squadre italiane, con ADDAURA, BIANCHI e CAFIERO molto al di sotto della qualificazione, mentre benissimo hanno fatto Di Franco-Manno inseriti nella squadra di Paul Street: decimi.

Nella durissima competizione al femminile – qui a Poznan di facile non c’è niente – la nostra squadra TERSH è per momento decima, e serve arrivare tra le prime otto per accedere ai KO di domani. Per loro altri tre turni di sedici mani prima dell’epilogo.

A proposito di domani, avremo un’invasione di cavallette, perché il numero totale di tavoli in gioco supererà ampiamente i duecento.

Abbiamo purtroppo sperimentato più di un problema quest’anno, tutti dovuti all’ulteriore incremento di tecnologia che abbiamo messo in piedi per offrire un servizio di livello sempre più alto, ovvero permettendo di dichiarare con i tablet ad ogni tavolo. Questo ha causato un qualche stress alla rete informatica, e qualche difetto di comunicazione tra il sistema dei conti e i tablet stessi.

Speriamo che domani vada meglio, perché non sono abituato a cominciare con otto minuti di ritardo: qui la puntualità al secondo è d’obbligo
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