Oggi vi faccio fare un volo di fantasia duplice, perché non solo vi farò immaginare di essere a Poznan, ma da lì vi chiederò di proiettarvi ulteriormente verso est, ed in particolare verso la Corea del Sud, luogo dove ho avuto di trovarmi virtualmente ieri sera.
Ma ho corso troppo: vediamo di fare qualche premessa per inquadrare meglio quanto seguirà, iniziando da qualcosa che poco c’entra, ovvero il perché del fortunato avvenimento: una cena davvero squisita in un ristorantino tanto minuscolo quanto imperdibile nel pieno centro della città.
La ragione è dunque particolare: il miglior arbitro polacco (e uno dei migliori a livello mondiale), Jacek Marciniak, fenomeno della programmazione di componenti elettronici e professore universitario, ha a lungo collaborato con Samsung, e questo lo ha portato a visitare spesso la Corea, sede della compagnia. Da ghiottone qual è – stato mio ospite poche settimane fa, perché la sua meta preferita di vacanze è l’Italia e, non strano a dirsi, tra le ragioni c’è la nostra pappa – , ha laggiù sperimentato le migliori qualità della cucina locale e ne è quindi divenuto un esperto, per cui, leggendo recensioni sull’argomento, e scoprendo che il migliore ristorante coreano di Polonia si trova proprio qui, ha organizzato la riunione della scuola arbitrale della EBL in quel divino locale. Bingo! Abbiamo mangiato in maniera stupenda, e Jacek ci ha assicurato che il livello era quello delle migliori mangiatoie da lui visitate nella patria del cuoco, per cui è stato facile di immaginarsi molte migliaia di chilometri più a est. Cibo, che grande potere evocativo che ha, quando eseguito con maestria.
Tutti i piatti, tranne uno, erano a base di kimchi, la pietanza di cavolo fermentato che è la base dell’alimentazione di laggiù, ed in particolare lo abbiamo gustato al naturale, in accompagnamento ad un sushi vegetariano, in una zuppa di carne d’anatra, in un piatto di maiale, altre verdure e delle cosiddette “caramelle di riso”, in una specie di frittata di kimchi fatta con farina di riso, e infine in un’altra combinazione di carne di maiale, carote, sedano e una salsa dolce. Ha chiuso i conti il pollo fritto più buono che abbia mai assaggiato in vita mia, e devo dire per distacco, tanto era croccante il rivestimento e morbida e succosa la carne, rimasto tale anche se inzuppato in un delicato agrodolce. Prezzo del volo a Seul? Reggetevi forte: 13€ a testa mancia compresa!
Per digerire non poteva esserci di meglio che una passeggiata per tornare in albergo, e questo mi ha dato modo di rivedere il bel castello che si trova sui bordi esterni del centro, oggi sede del centro nazionale di cultura. Vi ho dato almeno due ragioni per visitare Poznan in un colpo solo: che aspettate?