Passione Bridge

Cartoline da Katowice 4/5

27/08/2026

Niente da fare nemmeno ieri, giornata di chiusura di tutte – o quasi: lo Squadre Senior era finito il giorno prima – le competizioni in campo: Squadre Miste, Swiss, BAM (A e B), Coppie Miste (A e B) e Coppie Senior (A e B). Un marasma dove è necessario orientarsi e che non lascia tempo al povero cronista amatoriale. Rassegnatevi, dunque, alla doppia puntata: accadrà di nuovo, ma non oggi.

 

E questo perché da questa giornata parte la seconda fase, dedicata a Open e Women, e come sempre l’inizio è facile: due giorni di Swiss, rapidi e leggeri, prima che inizino anche le coppie e gli eventi collaterali per gli eliminati.

 

Ma veniamo al “cappello”, che oggi dedico a una delle città più belle del mondo, tanto da essere stata la prima il cui centro storico è stato dichiarato patrimonio dell’UNESCO: Cracovia.

 

Si trova a soli 70 km da qui ed è consigliabile farvi scalo per raggiungere Katowice. Dista, infatti, tanto quanto l’aeroporto locale, ma il suo è ben più servito ed è collegato a un comodo servizio di autobus che parte proprio davanti all’uscita e vi porta a destinazione in un’ora.

Da notare, in merito, il passaggio virtuale di testimone da Riga a Cracovia, perché anche la città lettone che ci ha accolti per quasi un mese ha il suo centro cittadino elevato a rango di patrimonio mondiale dell’umanità. Non si può dire che trattiamo male i nostri giocatori, almeno dal punto di vista turistico!
Quello della città polacca – il centro storico, intendo – è stato elevato a tale rango addirittura nel 1978, mentre Riga ha ottenuto questo riconoscimento quasi venticinque anni dopo.

 

Molte sono le caratteristiche che hanno contribuito a questo traguardo: innanzitutto, il perfetto (o quasi: la guerra qualche cicatrice l’ha lasciata) stato di conservazione, integro nella sua architettura medievale risalente all’ottavo secolo e sviluppatasi intorno alla Stary Rynek Główny (l’antica piazza del mercato: tutte le città polacche più antiche ne hanno una, quale centro di sviluppo) fino al tredicesimo secolo e poi oltre, dato che i più bei palazzi che vi si affacciano risalgono al diciassettesimo e diciottesimo secolo. Si tratta della più grande al mondo con queste caratteristiche: 200 metri di lato, nell’ambito di un quadrato perfetto.

 

Di tutte le antiche vestigia, solo una è stata quasi totalmente demolita: l’antichissima cinta muraria, distrutta dagli austriaci dopo una delle infinite guerre che hanno coinvolto la prestigiosa città. Cracovia è stata infatti per secoli la capitale dell’allora regno (e teatro di moltissime dominazioni straniere), fino a quando, nel 1609, Varsavia la soppiantò nel ruolo. Di quelle mura rimangono in piedi solo due brevi tratti contigui: di fatto un bastione e una torre di guardia.

Come ovvio – Cracovia è da sempre la culla del cattolicesimo polacco, tanto che è sede cardinalizia persino più prestigiosa di quella della capitale: fu qui vescovo Karol Wojtyła per ben quattordici anni, prima di salire al soglio petrino – le chiese di grande valore storico e artistico sono innumerevoli, a partire dalla stupenda cattedrale, le cui torri gemelle svettano proprio nella piazza centrale.

La basilica è dedicata a Santa Maria, e non è quindi un caso se Giovanni Paolo II fosse un fervente fedele della Madonna, tanto da dedicarle il suo personale motto nello stemma del pontificato: Totus Tuus.

Ma ce ne sono tante altre, e molti sono i santi di varia origine e storia ai quali sono dedicate.
Del resto il papa polacco, profondamente devoto, ha nominato più santi da solo di tutti i suoi predecessori messi insieme, tra cui figure molto controverse (per esempio, Padre Pio da Pietrelcina, dichiarato ufficialmente un simulatore da due predecessori di Wojtyła, Giovanni XXIII e Paolo VI, dopo un procedimento che coinvolse Agostino Gemelli, prete sì, ma anche medico, talmente dedicato alla scienza che a lui sono intitolati due importanti policlinici sia a Roma che a Milano)!

Su queste, ed altro, vi ragguaglierò poi.
Ora, però, parliamo di bridge, e in particolare di tutte quelle competizioni giunte ieri al termine.

La più prestigiosa era il Campionato del Mondo a Squadre Miste, che ha visto trionfare Sabine Auken, Adam Grossack, Emma Kolesnik e Roy Welland, capaci, pur giocando solo in quattro, di travolgere un avversario dopo l’altro soffrendo solo nei quarti, quando sono sopravvissuti per un solo punticino contro la formidabile Edmonds.
Una lotta letteralmente fratricida quella in finale, dato che dall’altra parte del tavolo c’era Zack Grossack! Non avendolo detto ieri, riporto oggi la vittoria nello Squadre Senior di Simson, che schierava nientemeno che Rodwell, Levin e Sontag, oltre allo sponsor – che non gioca affatto male – e ad altri due professionisti. Battuta la squadra Milner, con Zia & Co.

Il titolo mondiale a Coppie Miste è andato a due cinesi, Wu Yu (lei) e Huang Weimin (lui), davanti a due coppie polacche.
Non troppo noti i giocatori sul podio, ma famosi, invece, i quarti e i quinti classificati, per tre quarti della stessa famiglia: quarti Michael e Debbie Rosenberg, e quinti il figlio Kevin con la compagna Amber Lee.

Di un’incollatura – un misero punticino – ha vinto il Coppie Senior la coppia polacca formata da Martens e Witek: l’immortale Krzysztof ha così aggiunto un altro oro ai tanti che ha iniziato a vincere ben quarantadue anni fa, quando la Polonia trionfò nell’Olimpiade di Seattle.

La Barbados Swiss Cup, competizione molto dura ed apprezzata, è stata vinta dalla squadra Millens, con sponsor e professionisti di altissimo livello tra i quali le sorelle Cecilia e Sandra Rimstedt, mentre il Board-A-Match ha visto prevalere altri cinesi, nella squadra Reignwood.

Oggi, come detto, spazio a squadre Open e Women, con una batteria formidabile di professionisti e relativi sponsor al via: ci sarà molto da divertirsi. Il primo ostacolo è passare il taglio che porta ai KO: 64 sono le squadre che giocheranno ad eliminazione diretta da dopodomani, su 137 partenti. Serve fare poco sopra media, ma non è facilissimo se si parte male.

Tanti sono gli italiani, ed è presente anche una nostra rappresentativa nazionale tra le signore.

Ad majora,
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