Un ritorno dalla Cina davvero da incubo – ci ho messo sessantasette ore, bloccato com’ero dal tifone Dolphin – abbinato all’esigenza di stare dietro al campionato più complicato che ci sia, mi ha impedito finora di occuparmi delle consuete “cartoline”.
Vi risparmio quindi la “0” e parto direttamente dalla 1, combinando le due.
Ebbene, si giocano qui in Polonia le World Series, evento meglio conosciuto con il nome del suo campionato principale: la Rosenblum Cup, ovvero il campionato del mondo a squadre open.
Ma c’è molto di più da vedere e da assegnare.
In questo grande contenitore – che quando partecipavo io da giocatore era essenzialmente limitato alla Rosenblum e al coppie Open, almeno in termini di prestigio – ci sono anche, e di livello stratosferico come vedremo: squadre e coppie miste, coppie open, squadre e coppie senior, oltre a squadre e coppie femminili.
Si gioca a Katowice che, come la Buti di Faida di comune, è “un brutto borgo” (anche se Buti in realtà non lo è affatto!). Capitale dell’Alta Slesia, ha raccolto il testimone dalla capitale della Bassa Slesia, Breslavia (Wrocław), dove si giocò quattro anni fa nei tempi duri dell’immediato dopo-pandemia. Le due città sono però molto diverse: elegante e ricca di storia la prima, decisamente più modesta e piccolina la seconda.
Qui siamo – o meglio, eravamo – in una zona mineraria, dedicata in particolare all’estrazione del carbone, la cui polvere, a distanza di anni dalla chiusura dei vari bacini estrattivi, adombra ancora alcuni ambienti. Tuttavia, negli ultimi anni la città si è riconvertita in un centro finanziario di altissimo livello e il valore immobiliare della zona, dove la natura si è riappropriata di ampi spazi boschivi, è cresciuto a dismisura. Non sorprende quindi che il suo polo congressuale, sede di gara, sia uno dei più grandi e moderni di tutto il Paese.