Passione Bridge

Cartoline da Salso (19th World Youth) – 7

Cartoline da Salso (19th World Youth) – 7

Non ci sono cappelli, oggi, perché, con una facile battuta, il cappello lo si deve togliere di fronte ai nuovi campioni del mondo Under 31 Giovanni Donati, Gabriele Giubilo, Andrea Manganella, Giacomo Percario, Roberto Sau e Sebastiano Scatà.

 

Il sestetto italiano era non meno uno dei principali favoriti, e ha rispettato il suo ruolo attraverso un cammino il quale, pur con qualche incertezza – in particolare, segnalo un caso da metà alla fine del round robin, e il grave rischio corso in semifinale con la Francia – ha ribadito l’eccezionale qualità dei panni vestiti dai nostri. Un vero, imperdonabile peccato che la FIGB si sia ricordata di loro solo in periodo elettorale, perché questi stessi giocatori erano eleggibili per questa competizione già nelle due edizioni precedente, ma allora non c’erano vantaggi di immagine in vista nell’esibire lucenti medaglie d’oro. Eppure non si po’ certo dire che mancassero i fondi, dato che l’ineffabile “Simultaneo Pro Youth” drena molte decine di migliaia di euro dalle casse di giocatori e associazioni ogni anno e già da molto tempo, senza che si veda traccia nel bilancio di quella che dovrebbe essere la loro destinazione istituzionale (intendendo con il termine: “la ragione della loro istituzione”). Stesso discorso si potrebbe fare per il non aver mandato le formazioni Under 16 e Under 21, fatto inaudito da parte di un paese ospitante, ma un diavoletto potrebbe forse riflettere sul fatto che le medaglie d’oro sono belle e fanno audience, mentre i cattivi risultati no. Come diceva Andreotti?

 

Per concludere, diciamo che la finale è stata molto bella e combattuta, e che solo nel finale i nostri ne hanno preso veramente il controllo, finendo per vincere 122-99. Argento alla Bulgaria e bronzo alla Francia.

 

Accantoniamo per il momento la vis polemica per celebrare anche il bel bronzo dell’Under 26, la formazione meno accreditata della vigilia, ma capace di lottare ogni incontro con determinazione, specie da quando si è smesso di proporre rotazioni improbabili delle coppie. La squadra ha più volte risolto situazioni difficili, riuscendo in belle rimonte, e anche ieri ha dovuto esibirne una per aggiudicarsi il diritto di salire sul podio: sotto di 25 IMP prima dell’ultimo tempo, quella frazione l’hanno vinta 36-0. Bravi.

 

La finale l’ha vinta la classica squadra del destino, la Svezia, sopravvissuta a due consecutive ordalie nei quarti e in semifinale, e senza farsi mancare il brivido anche in finale. Gli svedesi, infatti, hanno cominciato in maniera tale da far pensare che si potesse andare subito a cantare l’inno svedese, ovvero vincendo il primo tempo per un enorme 71-6, ma hanno poi perso il secondo per un non meno sorprendente 73-14! Mai viste montagne russe del genere, e pensare che di bridge ne ho giocato, arbitrato e organizzato non poco. I nordici hanno poi vinto una battagliata terza frazione 45-32, per poi tornare a fare la voce grossissima nell’ultimo, prevalendo 68-1(!).

Con questo, la straordinaria Sanna Clemntsson aggiunge un altro titolo al suo eccezionale palmares, fatto die due titoli mondiali juniores e due Venice Cup, e vi faccio grazia di quelli europei.

Argento a USA 2.

 

Tra le donne, dominio polacco sulla malcapitata Olanda, battutto di oltre 100 IMP mentre la Cina strapazzava il Giappone nella finalina, e splendida medaglia d’oro dell’Estonia – la prima della sua storia ad ogni livello – nell’Under 21. Vittoria a scapito di USA 2, mentre la consorella USA 1 batteva l’Inghilterra per il bronzo.

Ancora Polonia, infine, nell’Under 16 – ricordate i risultati di Poznan, e riflettete se non sarebbe il caso di imparare dai polacchi in merito all’organizzazione tecnica in particolare, e più in generale per quanto attinente a quella federale – vincitrice di USA 1 mentre la Francia si prendeva il terzo posto a discapito dell’India.

 

Sul podio del durissimo Youth BAM sono salite Francia U26, Olanda U26 e India U31 nell’ordine, mentre il BAM U16 recita Cina, Norvegia e Inghilterra.

 

Domani silenzio, e poi il campionato europeo a coppie.

 

 

Ave atque vale.

 

Maurizio Di Sacco

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