Passione Bridge

Cartoline da Poznan – FINALE

11/08/2025

Vi dovevo un’ultima cartolina da Poznan, quello dove, come d’abitudine, riassumo gli eventi, specie in chiave nazionale, e questo faccio oggi, approfittando dell’occasione per aggiungere due altri temi: una mano molto carina dal BAM di Poznan, e la cartolina 0 da Salsomaggiore, dove domani inizieranno i campionati mondiali giovanili per squadre nazionali, la massima manifestazione internazionale dedicata ai ragazzi.

Cartolina finale da Poznan

L’ho detto molte volte, lo ripeto volentieri: solo le donne ci possono salvare, un adagio particolarmente adatto al campionato svolto in Polonia, e non è la prima volta che accade in un transnazionale.

Dalle signore ci è infatti giunta l’unica medaglia interamente nostrana, l’argento nello squadre signore, ed è arrivata in maniera brillantissima, in un campo di gara molto duro. Da testa di serie numero dieci – su ventuno partecipanti – le nostre si sono arrampicate fino al terzo posto nella qualificazione, ed hanno poi battuto due nazionali: quella olandese nei quarti, e soprattutto quella francese vice-campione d’Europa in semifinale, ed in entrambi i casi soffrendo poco. Hanno poi ceduto in finale ad uno squadrone di professioniste pluri-campionesse europee e mondiali, ma solo nell’ultimo quarto: erano avanti fino a metà gara, e indietro di poco dopo tre tempi.

Sempre una donna, svedese ma tesserata per Addaura, Ida Gronkvist, ci ha portato l’oro nello squadre miste, ma in quel caso un contributo al maschile c’è stato, eccome: quello di Andrea Manno, che proprio con Ida giocava. Se consideriamo che nei quarti di finale sei squadre su otto contenevano campioni e campionesse del mondo, e che quel numero era pari a undici su sedici negli ottavi e a quattro su quattro in semifinale, questo vi da un’idea dell’impresa compiuta dai nostri e dalla squadra FERM (il solo Andrea, in quella formazione, non vanta titoli mondiali: che rimedi presto!).

Per il resto, e more solito, risultati deprimenti anche dai migliori: avete già letto ed è meglio tacere per carità di patria. Tuttavia, una cosa la devo ribadire (ci tornerò subito): un evento di tale stellare livello meritava più attenzione da parte della FIGB, la quale, diversamente da molte consorelle, ha ritenuto di non inviare nessuna rappresentativa, e soprattutto nessun giovane. Più in là utilizzerò una parola appresa di recente per descrivere tale scempio. Infine, una sottolineatura: nella finale del BAM c’erano ventiquattro squadre, e di queste diciassette contenevano campioni del mondo. Che ne dite, valeva la pena o no di programmare una passeggiata in terra polacca?

Carte da Poznan

Proprio dalla finale del BAM una mano bellissima, una di quelle che propongono infinite varianti al primo sguardo e che è già interessante in licita.
Per il momento vi lascio a rifletterci sopra, tra qualche giorno vi offrirò l’analisi di alcune tra le molte possibili soluzioni.

Iniziamo: est ha xx xx Axx AKQJxx e ovest AJxx AKQxx Kx xx. Come dichiarereste per arrivare al perfetto contratto di sette fiori? Se, invece, doveste arrivare a sette senza, come le giochereste dopo l’attacco di KP? E come con l’attacco neutro a fiori?

A voi le prime, ardue sentenze.
Cartoline da Salsomaggiore – 0

Cominciano dunque domani i mondiali giovanili a squadre, ai quali seguiranno, sempre qui e quasi senza soluzione di continuità – un solo giorno libero tra i due – gli europei giovanili a coppie.

Prima nota: la flagiziosa (ecco la parola da poco imparata) opera federale, la quale – unica volta, a mia memoria, che lo vedo succedere – pur avendo il diritto di avere squadre in tutte le categorie ha ritenuto opportuno registrarne solo tre, a dispetto degli enormi ricavi ottenuti dai simultanei “pro youth”. Ci sarebbe da fare del sarcasmo, ma come si dice meglio evitare di sparare sulla Croce Rossa.

Come molto ci sarebbe da dire sul fatto che WBF e EBL sono state di fatto costrette a negoziare direttamente con la cittadina del ducato (e questo è un fatto), con la FIGB impegnata – dicunt – a mettere i bastoni tra le ruote, ma al minimo certo non collaborativa (e questo lo so per esperienza diretta).
Abbiamo dunque formazioni nell’Under 26, tra le donne Under 26 e infine nell’Under 31, ambito dove abbiamo le maggiori ambizioni, anche se è la prima volta che inviamo una rappresentativa in quella categoria. Causa la pressante richiesta delle federazioni internazionali, il formato della gara è stato ridotto all’osso, con una qualificazione di soli tre giorni, e quindi con incontri di appena otto mani (ahimè), e poi una fase a KO che parte, tradizionalmente, dai quarti di finale, e si sviluppa nell’ambito di ulteriori tre giorni: ogni match sulla distanza di cinquantasei mani divise in quattro tempi da quattordici.

Detto della squadra Under 31, la quale ha al suo interno Donati-Percario quale punta di diamante, buone speranze vengono anche dalle ragazze, mentre più oscuro è il destino dell’Under 26. E’ difficile fare pronostici in generale, perché la categoria è costantemente in fieri, tuttavia ci sono da aspettarsi agli onori del proscenio le solite note: Polonia, Israele, USA, Olanda e Francia, ma tutto, o quasi, è possibile.

A domani per l’analisi del calendario.
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